Il Covid-Distanziamento e la Paura di essere toccati

Ciò che fa parte delle cose che conosciamo è qualcosa che in un modo o in un altro abbiamo toccato attraverso le nostre esperienze.

Parlare con un cieco dei colori..o della musica con un sordo … può sembrare qualcosa d’impossibile…

In realtà la nostra esperienza è qualcosa di multidimensionale.. Questo ci dà la possibilità di richiamare immagini, sensazioni, attraverso altri canali, per poter arrivare a intuire il significato anche di qualcosa che ancora non conosciamo…

In questo articolo cercherò di fare proprio questo… far arrivare un argomento che per la maggior parte delle persone non è per nulla preso in considerazione…

Mission Impossible…

Lo Spazio…

Nella maggior parte delle tradizioni o culture si sente parlare della parte intorno al corpo come di un campo energetico, magnetico; un’aura.

Per le persone comuni invece lo spazio intorno al corpo è poco contemplato o al limite può contenere particelle di ossigeno o altri componenti, ma perlopiù è qualcosa di vuoto…

E’uso comune pensare che NOI finiamo dove troviamo la pelle che ci ricopre, come un continuum, formando il nostro involucro protettivo. Niente di più falso! La pelle è la nostra “frontiera” col mondo esterno e di solito siamo abituati a prenderla come punto di riferimento per determinare la distanza tra noi e il mondo (l’altro)… Allora perchè spesso ci sentiamo invasi ancora prima di essere toccati oppure bisognosi di contatto anche se veniamo “toccati” continuamente? Lo spazio in cui ci muoviamo è un prolungamento di quello che noi percepiamo come NOI.

Questo spazio in base a come e a quanto viene percepito determina proprio la forma del nostro corpo e come ci sentiamo.

Quindi, per esempio, se nella mia percezione il mio spazio destro è più grande di quello sinistro, il mio corpo tenderà ad inclinarsi verso destra curvando la colonna e generando così una scogliosi più o meno pronunciata in base a quanta differenza c’è tra i due spazi percepiti.

Percepire significa che i nostri sensi vedono e sentono la realtà in relazione a quello che c’è nella nostra coscienza… Se sono una persona a cui piace il rosso entrando in una stanza ciò che sarà in risalto saranno proprio gli oggetti che avranno questo colore.

Il fulcro di tutto quanto è la nostra attenzione; quanto più questa è fluida e libera di muoversi tanto più la nostra percezione coincide con la realtà. Vi sarà capitato di cercare qualcosa per poi accorgervi che era proprio sotto ai vostri occhi ma non la vedevate.

Per quanto riguarda, quindi, la stanza più la mia attenzione è rigida e più gli altri oggetti saranno fuori dal mio campo visivo e non li vedrò.

Provate, con qualcuno, a guardare questa immagine per qualche secondo; dopodichè copritela e scrivete su un foglio quello che ricordate; confrontatevi poi con il vostro amico/a… Le vostre descrizioni saranno diverse, a volte, anche molto, tanto da sembrare si siano viste due immagini diverse…

Oppure nel gioco del telefono senza fili dove una persona pensa una frase e poi la dice all’orecchio di qualcuno; questo a sua volta va da un altro, e così via… fino a che si arriva a un’ultima persona che rivela la frase… frase di solito completamente diversa da quella di partenza

Tutto questo, per dire che i nostri sensi sono condizionati da quello che pensiamo. I nostri pensieri influenzano e interferiscono col funzionamento dei nostri canali percettivi (udito, vista, tatto, etc) non permettendo la loro pura Ricezione o pura Percezione come un’antenna che viene disturbata.

La possibilità di percepire la REALTA’ così com’è, ESISTE; ritorniamo a parlare dell’Attenzione… l’attenzione concentrata ma rilassata permette di entrare in uno spazio dove il chiacchiericcio dei pensieri si dissolve… in questo stato di SILENZIO Interiore i muri e i preconcetti svaniscono dandoci la possibilità di non alterare le nostre sensazioni; la nostra Percezione.

Perchè ho iniziato parlando dello spazio e sono finita in discorsi sulla percezione i sensi e i pensieri? … perchè sono correlati!

I nostri pensieri e l’abitudine a stare in ambienti chiusi alterano la percezione dello spazio intorno a noi; e invece di percepire l’infinito, ossia una quantità indeterminata di spazio in cui potersi muovere a proprio piacimento, la nostra mente restringe questo campo creando una bolla intorno al nostro corpo, in genere mai simmetrica rispetto alla destra e alla sinistra e molto spesso quasi per nulla ampia sopra alla testa con la sensazione di avere un cappello; la testa si abbassa per guardare verso il basso portando sempre più il corpo in quella direzione… ci si “ingobbisce”.

L’importanza di Sentire che il nostro spazio non termina dove comincia L’Altro è fondamentale per non invadere e non sentirci invasi.

Tutte le distorsioni nella percezione dello spazio disorganizzano la forma del nostro corpo e il modo in cui ci relazioniamo.

Ciò che viene ancora prima della percezione dello spazio è, ovviamente, la percezione del nostro Corpo. Sembra una cosa banale perchè quasi tutti sono lontanissimi dal rendersi conto quanto poco sentono il loro corpo.

Il contatto fisico tra madre e neonato è fondamentale per lo sviluppo del cervello del bambino; questo sviluppo avviene attraverso la modulazione della produzione di serotonina. Un ormone.

Ormai la ricerca scientifica ha assodato che il contatto è ESSENZIALE per il continuo sviluppo del cervello anche dopo la nascita; il nostro cervello per tutta la vita, in relazione a come ci “muoviamo” nel mondo, continua a creare nuove connessioni o a sconnettersi se ci si dimentica di aree del nostro corpo. Essere toccati o toccare il proprio corpo per un neonato e per un adulto è importantissimo per l’individuazione di sè stessi e quindi del concetto dell’ io sono.. ESISTO!

Il modo in cui veniamo toccati ci fa “aprire” o “chiudere”…

se toccata dolcemente una conchiglia semiaperta si apre totalmente; se invece la si vuole aprire con forza, si chiude e tale rimane per molto tempo… è in atteggiamento di difesa. 

Così il “difenderci” dal mondo ci fa contrarre e trattenere il fiato… Questi atteggiamenti diventano nel tempo inconsapevoli e irrigidiscono la nostra struttura a discapito di tutte le funzioni organiche. I tessuti si ispessiscono, si incollano tra di loro non permettendo una buona mobilità; ad es. la contrazione dei muscoli tra le coste porta a una rotazione delle stesse e quindi ci si potrà ritrovare con un torace bloccato in espirazione (spalle chiuse in avanti curva dorsale pronunciata).Ii polmoni saranno più o meno deboli per l’impossibilità di un’adeguata espansione…con più facilità,quindi, a contrarre una polmonite.

Le nostre reazioni al mondo si attivano già a partire dal ventre materno ma determinati lavori col corpo che, attraverso l’ascolto portano ad un incremento della consapevolezza, fanno sì che Tutta la vita abbiamo la possibilità di Cambiarle.

Ecco che arrivo, quindi, al dunque e al motivo fondamentale per cui ho deciso di scrivere questo articolo e dargli questo titolo.

Covid-distanziamento… perchè il motivo per cui si prende distanza dall’altro viene dalla Paura e non dal sentire; la distanza diventa così distacco e il contatto qualcosa di PERICOLOSO. Quando il contatto viene percepito come qualcosa di pericoloso, lo stato di chiusura e contrazione del corpo aumentano. I fondamenti per lo sviluppo della nostra consapevolezza e con essa di una buona salute vengono così a mancare.

Comitato Tecnico

Dott.ssa Fisioterapista Daniela Cirillo

Architettura del Corpo Formazione in Craniosacrale Biodinamico; Integrazione strutturale secondo Ida Rolf

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