Autonomi e Partite IVA. Evasori oppure spina dorsale dell’Italia?

Diciamoci la verità! Sono stati sufficienti 3 mesi di blocco assoluto delle attività produttive riferibili alle micro imprese (autonomi e partite iva), per fare in modo che le casse dello Stato si svuotassero fino al punto di chiedere al Parlamento 100 miliardi di scostamento di bilancio e 127 miliardi di prestiti all’Unione Europea. Infatti senza nasconderci dietro ad un dito, tutti sappiamo come in Italia almeno il 95% di queste realtà offrono occupazione a quasi dieci milioni di lavoratori, ovvero il patrimonio produttivo nazionale. Eppure nonostante l’evidenza, si continua ad additare queste attività come gli evasori fiscali e mai come l’ossatura economica e produttiva italiana. Lo stato in sostanza campa con le micro imprese, non mette in campo nessuna azione concreta di supporto e agevolazione e quando queste diventano improduttive sempre per colpa dello stato, quest’ultimo chiede prestiti onerosi alla UE senza nemmeno sapere, ma non è così, dove investire quei soldi. A onor del vero però qualche azione sistematica nei confronti delle micro imprese è stata attivata o meglio, riattivata. Si tratta degli accertamenti fiscali e tributari che continuano come se nulla fosse, anzi con maggiore enfasi rispetto a prima, in piena crisi e con migliaia di attività chiuse. Ci sono Partite Iva e autonomi inseguiti come se non ci fosse un domani dall’Agenzia delle Entrate e Riscossioni, che applica sanzioni su sanzioni, interessi su interessi e aggi di riscossione che quadruplicano il valore delle cartelle, il tutto condito dai nuovi processi tributari da affrontare che dureranno anni e che eroderanno quella poca liquidità vitale ancora, forse, presente in azienda. Possibile che il governo non riesce a capire che questo modo di fare andrà a generare nuova disoccupazione e il conseguente aumento del lavoro nero? Possibile che non si riesca a capire che per fare ripartire l’Italia occorre una sanatoria tombale su cartelle, giudizi pendenti nelle commissioni tributarie e la possibilità di aderire ad un eventuale saldo e stralcio?  Per fare ripartire il paese occorre fare ripartire gli autonomi e le partite IVA, lasciandoli liberi di concentrarsi sul proprio lavoro, assumere e produrre ricchezza, altrimenti saremo tra poco tempo nuovamente a fare scostamenti di bilancio e genuflessioni alla corte di sua maestà UE alias troika, fino all’esaurimento e al fallimento del paese.

Giuseppe Brini (PRESIDENTE COMITATO TECNICO F.P.S.)

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